Impresa “sottosoglia” e sovraindebitamento: media o non superamento per tre anni?
Cosa significa “impresa sottosoglia”
Per impresa sottosoglia (o impresa minore) il Codice della Crisi (CCII) richiede che siano rispettati congiuntamente tre parametri:
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Attivo patrimoniale: ≤ € 300.000 per ciascuno degli ultimi tre esercizi;
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Ricavi: ≤ € 200.000 per ciascuno degli ultimi tre esercizi;
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Debiti (anche non scaduti): ≤ € 500.000 alla data di deposito dell’istanza.
🔐 Punto chiave: il legislatore pretende la verifica anno per anno, non una fotografia “media” del triennio.
Media o non superamento per tre anni? La risposta secca ✅❌
La tentazione di “fare la media” è comprensibile, ma è sbagliata: i limiti vanno rispettati in ciascuno degli ultimi tre esercizi. Basta un solo anno oltre soglia per perdere lo status di impresa sottosoglia, anche se la media triennale rientra nei parametri.
Esempio rapido:
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Attivo 2022 = 250k ✅ | 2023 = 310k ❌ | 2024 = 280k ✅
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Ricavi 2022 = 180k ✅ | 2023 = 190k ✅ | 2024 = 170k ✅
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Debiti (alla data istanza) = 420k ✅ 👉 Esito: NON sottosoglia, perché nel 2023 l’attivo supera € 300.000.
Come fare la verifica in pratica 🧮
Per non sbagliare, organizza una scheda triennale con fonti documentali chiare:
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Attivo patrimoniale (per anno): somma di cassa, banca, crediti, rimanenze, immobilizzazioni. Fonte: stato patrimoniale o situazione contabile di fine esercizio.
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Ricavi (per anno): voce “Ricavi delle vendite e prestazioni” in conto economico; in alternativa, dati da Modello Redditi (quadri RF/RG/RE).
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Debiti (alla data di deposito): banche, fornitori, Fisco/INPS, finanziarie, leasing, canoni maturati, ecc., anche se non scaduti.
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Prove a supporto: bilanci interni, estratti conto, dichiarazioni, piani di ammortamento, cartelle/avvisi.
Perché questa distinzione conta davvero 📌
Essere (o non essere) sottosoglia incide su quale procedura puoi utilizzare:
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Concordato minore: riservato alle imprese minori/sottosoglia;
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Liquidazione controllata: percorribile sia dal debitore civile sia dall’imprenditore minore;
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Piano del consumatore / Ristrutturazione dei debiti del consumatore: non per l’impresa in quanto tale, ma per la persona fisica consumatore;
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Esdebitazione dell’incapiente: solo per chi non ha utilmente procedibile altra soluzione e possiede i requisiti, non per l’impresa operativa.
Inoltre, la corretta qualificazione evita inammissibilità o ritardi: un fascicolo ben costruito non lascia dubbi su parametri e fonti.
Errori ricorrenti da evitare 🚫
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Mediare i tre anni: non permesso. Vale il non superamento per ciascun esercizio.
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Usare valori “di periodo” non allineati a fine esercizio per attivo/ricavi: per coerenza, lavorare sui valori annuali.
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Dimenticare debiti non scaduti: rientrano nel conteggio della soglia € 500.000.
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Confondere persona fisica e impresa: la S.a.s. o la ditta individuale non sono consumatori; si valutano come impresa.
Mini‑checklist operativa ✅
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Raccolta bilanci/conti economici ultimi 3 esercizi
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Estrazione attivo patrimoniale per ciascun anno
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Estrazione ricavi per ciascun anno
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Rilievo debiti complessivi alla data di deposito
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Dashboard con semafori (verde/rosso) e esito “sottosoglia / non sottosoglia”
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Allegati: documenti probatori a supporto
Conclusioni & CTA 🔔
La risposta al dubbio “media o tre anni?” è netta: conta il non superamento delle soglie in ciascuno degli ultimi tre esercizi, oltre al tetto dei debiti complessivi. Una verifica rigorosa e documentata è la chiave per accedere efficacemente agli strumenti di sovraindebitamento e dialogare con l’OCC e il Tribunale senza intoppi.
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Andrea Gerardi – Dottore Commercialista, Revisore Legale, Esperto in Crisi d’Impresa e Sovraindebitamento
Da oltre 20 anni affianco privati, professionisti e imprese nella gestione di crisi finanziarie complesse, con un approccio tecnico, umano e orientato alle soluzioni. Specializzato nelle procedure del Codice della Crisi, offro consulenza strategica per esdebitazioni, ristrutturazioni e valorizzazione di crediti deteriorati (NPL/UTP).
