Per imprenditori e amministratori di PMI

La sua impresa è in difficoltà. Prima di tutto serve una diagnosi vera.

Quando i debiti con il Fisco, l'INPS e le banche crescono più in fretta degli incassi, la tentazione è aspettare il mese buono. È l'errore che costa di più: ogni mese perso riduce le strade a disposizione. La aiuto a capire, sui numeri, se la sua impresa si può risanare e con quale strumento del Codice della Crisi.

Per chi

Società e imprese individuali sopra le soglie dell'impresa minore, in tensione finanziaria o già in ritardo con i pagamenti.

Riservatezza

Il primo incontro e l'analisi restano tra noi. Nulla viene pubblicato finché non decide lei di avviare uno strumento.

Chi segue il lavoro

Sono il suo referente. Coordino una squadra di commercialisti, gestori della crisi d'impresa, advisor finanziari e legali.

Dove

Il primo incontro sempre nella sua azienda, a Bergamo, Brescia o Milano.


Perché il tempo conta

Il codice civile chiede all'imprenditore di dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati a cogliere per tempo i segnali di crisi, e di attivarsi senza indugio quando la crisi c'è (art. 2086 c.c.).

Prima si muove, più strumenti restano a disposizione. La composizione negoziata, per esempio, richiede che l'impresa abbia ancora ragionevoli prospettive di risanamento. Se non si può risanare, glielo dico, e ragioniamo su come chiudere in modo ordinato, proteggendo lei e chi ha firmato garanzie per l'azienda.

Art. 3 del Codice della Crisi

I segnali da non ignorare (ne bastano uno o due)

  • Stipendi scaduti da almeno 30 giorni per più della metà del monte salari di un mese.

  • Debiti verso i fornitori scaduti da almeno 90 giorni, superiori a quelli non ancora scaduti.

  • Rate o sconfinamenti con banche e finanziarie scaduti da oltre 60 giorni, se valgono almeno il 5% delle esposizioni totali.

  • Debiti con Agenzia delle Entrate, INPS o INAIL oltre le soglie che fanno scattare le segnalazioni (art. 25-novies).

Come funziona

Come lavoro: quattro fasi

Lo strumento giuridico si sceglie alla fine, non all'inizio. Prima vengono i numeri.

01

Diagnosi

Bilanci degli ultimi esercizi, situazione contabile aggiornata, elenco completo dei debiti: Fisco, INPS, banche, fornitori, dipendenti, soci. Distinguo i debiti privilegiati da quelli chirografari e cerco le cause della crisi: un problema di mercato, di costi o di finanza.

02

Tesoreria

Costruisco il piano di cassa dei prossimi 12 mesi, mese per mese. Serve a sapere quanto manca, quando, e quanto tempo ha prima che la situazione precipiti. Simulo anche lo scenario peggiore: incassi in ritardo, fatturato in calo.

03

Sostenibilità del business

Margini per prodotto o linea di attività, costi fissi, punto di pareggio. La domanda è una sola: liberata dal debito, l'impresa genera cassa? Se la risposta è no, nessuno strumento giuridico la salva.

04

Scelta dello strumento

Solo a questo punto si sceglie la strada, tra tutte quelle che il Codice della Crisi mette a disposizione, e si prepara il percorso con i professionisti della squadra.

Gli strumenti del Codice della Crisi

Tutte le strade possibili, scelte sui numeri

Ogni strumento ha requisiti, costi e tempi diversi. Quello giusto dipende da quanto è grave la crisi, da chi sono i creditori e da quanta cassa l'impresa può generare.

Artt. 12-25 quinquies CCII

Composizione negoziata

Trattative riservate con i creditori, con l'aiuto di un esperto indipendente nominato da una commissione presso la Camera di Commercio. Misure protettive su richiesta.

Quando ha senso: crisi reversibile, impresa ancora in attività. Scheda completa.

Art. 56 CCII

Piano attestato di risanamento

Piano stragiudiziale con l'attestazione di un professionista indipendente: atti e pagamenti eseguiti secondo il piano sono protetti dalla revocatoria.

Quando ha senso: pochi creditori importanti, rapporti ancora buoni, nessuna azione esecutiva in corso.

Artt. 57, 60, 61 CCII

Accordi di ristrutturazione dei debiti

Accordo con creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti, omologato dal tribunale. Il 30% basta se non si chiede moratoria per gli estranei né misure protettive. A efficacia estesa vincola anche i dissenzienti della stessa categoria.

Quando ha senso: esposizione concentrata su banche e grandi fornitori.

Artt. 63 e 88 CCII

Transazione fiscale e contributiva

Riduzione o dilazione dei debiti con Erario e INPS dentro un accordo di ristrutturazione o un concordato.

Quando ha senso: il debito pubblico pesa sulla tenuta del piano.

Art. 64-bis CCII

Piano di ristrutturazione soggetto a omologazione

Piano votato dai creditori divisi in classi, con meno vincoli sulla distribuzione del valore.

Quando ha senso: serve il voto favorevole di tutte le classi.

Artt. 84 ss. CCII

Concordato preventivo in continuità

Piano giudiziale con creditori divisi in classi; il tribunale può omologarlo anche se qualche classe vota contro, a condizioni precise (art. 112).

Quando ha senso: l'impresa vale di più viva che liquidata e il debito va ristrutturato in profondità.

Art. 84 c.4 CCII

Concordato liquidatorio

Vendita dei beni con apporto di risorse esterne che aumenti l'attivo di almeno il 10% e assicuri almeno il 20% ai creditori chirografari.

Quando ha senso: chiusura ordinata quando esistono risorse esterne.

Art. 25-sexies CCII

Concordato semplificato

Liquidazione del patrimonio omologata dal tribunale, senza voto dei creditori.

Quando ha senso: solo dopo una composizione negoziata conclusa senza accordo.

Impresa minore

Concordato minore e liquidazione controllata

Le procedure di sovraindebitamento, per le imprese che stanno sotto le soglie dell'impresa minore.

Quando ha senso: imprese sotto soglia. Vedi le procedure.

Quando non c'è margine di risanamento, la via resta la liquidazione giudiziale (l'ex fallimento). Anche lì una preparazione seria fa la differenza, per l'impresa e per i garanti.

Chi la segue

Andrea Gerardi, dottore commercialista e gestore della crisi d'impresa

Sono Dottore Commercialista da 23 anni. Una crisi d'impresa si gestisce con competenze diverse: per questo lavoro con una squadra di professionisti qualificati, commercialisti, gestori della crisi d'impresa, advisor finanziari e advisor legali.

Il referente resto io: un solo interlocutore, che coordina il lavoro e risponde di ciò che firma. Scopra chi sono.

Qualifiche

  • Gestore della crisi d'impresa iscritto nel registro del Ministero della Giustizia

  • Commissario liquidatore del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy)

  • Liquidatore giudiziario e consulente tecnico presso il Tribunale delle Imprese di Brescia

  • Consulente tecnico del Tribunale di Bergamo

  • Revisore legale iscritto al registro del MEF

  • Revisore degli enti locali di terza fascia (Ministero dell'Interno)

  • Master di II livello in Risanamento e crisi d'impresa, con il massimo dei voti

  • Docente di Economia aziendale abilitato (Ministero dell'Istruzione e del Merito)

L'errore più comune

Scegliere lo strumento prima di aver guardato i numeri

Rivolgersi a chi promette di "cancellare i debiti" o di "chiudere tutto a saldo e stralcio" senza aver visto un bilancio. Uno strumento scelto male fa perdere mesi, e nel frattempo arrivano i pignoramenti, le revoche degli affidamenti e le istanze dei creditori. Per un'impresa i rischi non riguardano solo il patrimonio aziendale: ci sono le garanzie personali dei soci e la responsabilità degli amministratori.


Il primo incontro

In 90 minuti ascolto la situazione, guardo i primi numeri e le dico quali strade sono realisticamente aperte e quali no. Compili la richiesta: la ricontatto io al più presto per capire la situazione, concordare costo e modalità e fissare la data.

  • Sempre nella sua azienda, a Bergamo, Brescia o Milano: per capire un'impresa devo vederla, i locali, il magazzino, il modo in cui lavorano le persone. Gli incontri successivi possono essere anche in videochiamata.

  • Cosa prepara: ultimo bilancio, situazione contabile aggiornata, un elenco anche sommario dei debiti scaduti e gli atti ricevuti (cartelle, decreti ingiuntivi, pignoramenti).

  • Cosa riceve dopo: un report scritto sulla situazione attuale dell'impresa e sulle prospettive di risanamento.

  • È un incontro professionale a pagamento: il costo lo concordiamo prima, quando la ricontatto. Se decide di proseguire, viene scalato dal preventivo.

Richiesta riservata · 2 minuti. Mi servono pochi dati per preparare il primo incontro. La ricontatto io al più presto per capire la situazione e fissare la data. Il primo incontro si fa nella sua azienda ed è a pagamento: costo e modalità li concordiamo quando la ricontatto.

Domande frequenti

Le domande che mi fanno gli imprenditori

Costi, riservatezza, gestione dell'azienda: le risposte prima del primo incontro.

Perché il primo incontro è a pagamento, e in azienda?

Perché non è una telefonata commerciale. Vengo a vedere l'impresa, preparo l'incontro sui documenti che mi manda e dopo riceve un report scritto sulla sua situazione. Il costo lo concordiamo prima dell'incontro e, se decide di proseguire, viene scalato dal preventivo.

La mia impresa è piccola: questa pagina fa per me?

Dipende dalle soglie. Se negli ultimi tre esercizi l'attivo non ha superato 300.000 € all'anno e i ricavi lordi 200.000 € all'anno, e i debiti oggi non superano 500.000 €, la sua è un'impresa minore: le procedure adatte sono quelle del sovraindebitamento. In quel caso parta dal test di fattibilità.

I creditori sapranno che ci stiamo parlando?

No. La diagnosi è riservata. Anche la composizione negoziata è riservata, salvo la richiesta di misure protettive, che va iscritta nel Registro delle Imprese.

Posso continuare a gestire l'azienda?

Nella composizione negoziata, nei piani attestati e negli accordi lei resta alla guida dell'impresa. Nel concordato preventivo la gestione resta a lei, sotto la vigilanza del commissario giudiziale.

E le fideiussioni che ho firmato per l'azienda?

Sono una parte del problema da affrontare fin dall'inizio, non alla fine. Le valutiamo nella diagnosi insieme ai debiti dell'impresa.

Un'impresa in crisi non si salva con una promessa

Si salva con una diagnosi onesta, fatta per tempo, da chi ha la qualifica per farla e ne risponde.